Italian Branding

Brand Italia: settimo al mondo!

Gennaio 17, 2008 · 7 Commenti

frecce-tricolori.jpg

Secondo il Nation Brand Index per l’anno 2007 il Brand del nostro Paese è nella top ten , al settimo posto.

E’ una buona posizione, anche se rispetto al 2006 vi è stato un calo: il Brand Italia era al terzo posto. Ma nel 2005 raggiungevamo il sesto posto, qualificazione molto simile a quella attuale.

Qualche analisi interessante la possiamo trovare sul placeblog di Simon Ahnolt’s a proposito delle condizioni del nostro Nation Brand, in questi due posts: eccone uno ed ecco l’altro.

I problemi ci sono, ma tutto sommato il Brand Italia non è in cattive condizioni, ci sono sicuramente gli spazi per fare di più e migliorare.

E tra i problemi il più grosso è sicuramente credere che il Paese sia in declino.

Ma il declino non è una condizione necessaria, ma piuttosto una scelta che l’Italia può fare se perde la fiducia in se stessa, nelle proprie potenzialità, e smette di sperare.

Che facciamo: decliniamo o ripartiamo?

Luca Taddei.

Categorie: Brand Italia · nation branding · place branding
Messo il tag: , , , ,

7 risposte finora ↓

  • il rimbalzo delle palline comunicative « ilcomunicatore // Gennaio 17, 2008 a 5:36 pm | Replica

    [...] proposito di city branding, nation branding, place branding: su ITALIAN BRANDING c’è un nuovo post sul Brand Italia! Dateci [...]

  • simone // Gennaio 21, 2008 a 9:34 am | Replica

    Lo sai che io sono per ripartire!
    ma se il 2008 continua in questo modo credo sia già tanto se manteniamo la settima posizione.
    La munnezza di Napoli, il Guardasigilli indagato (con famiglia), il Papa che non riesce a parlare alla Sapienza…sono brutti colpi per l’ immagine e la credibilità dell’ Italia.
    Non trovi?

  • Luca Taddei // Gennaio 21, 2008 a 7:38 pm | Replica

    Certamente sono colpi brutti! Ma come verranno percepiti all’estero? Riusciranno a modificare la percezione del Paese in maniera incisiva? O sono solo momenti passeggeri?
    Dei tre il caso più grave è sicuramente la munnezza di Napoli, anche perchè è quella che si presta di più a essere una notizia di lunga durata!
    Secondo me la questione più importante è capire che il declino non è qualcosa che ci viene imposto da qualcuno o da qualcosa ma è una scelta che una comunità fa se si abbandona alla sfiducia e non ferma quegli elementi di disgregazione culturale, politica e sociale che possono presentarsi in determinati periodi storici!
    E’ una scelta collettiva, ma ogni collettività è fatta da molte individualità! Quindi, anche noi, nel nostro piccolo dobbiamo dare il nostro contributo!

    L.T.

  • Gilberto // Maggio 2, 2008 a 7:45 am | Replica

    Buongiorno,
    sono d’accordo con l’idea che in Italia stia venendo meno la fiducia in se stessi e la fiducia nella nazione come identità. O meglio come forza che sia capace di competere a livello internazionale. Purtroppo quello che noto spesso è che noi italiani siamo in generale poco competitivi come individui a livello internazionale, conosciamo poco e male le lingue e non ci integriamo bene nei contesti stranieri (tendiamo a fare comunità tra di noi). I primi che dovrebbero comunque rappresentare i valori del nostro paese al di fuori dei nostri confini sono i nostri politici e purtroppo non ci riescono. Sono considerati poco seri e sicuramente sono poco determinati. In questi ultimi anni abbiamo perso posizioni importanti in seno ad organisimi internazionali e questo ha anche contribuito a minare la nostra personalità internazionale. Senza farne un argomento solo politico il brand Italia ha bisogno di stimolo, innovazione e sopratutto internazionalizzazione e non solo con la promozione del Made in Italy. L’Italia ha bisogno di lanciare un forte segnale che indichi la nostra capacità di occuparci di problemi gravissimi quali le mafie, la superficialità e il pressapochismo nella politica, che indichi che i nostri problemi possiamo risolverli noi stessi in maniera matura. Basta leggere l’Economist ogni settimana c’è una bacchettata all’Italia. Spesso ci sono anche articoli di elogio di imprese italiane. Ma appunto questo conferma che il Made in Italy non soffre. La reputazione che rischia è quella del Paese Italia.
    Saluti,
    Gilberto

  • Luca Taddei // Maggio 2, 2008 a 12:00 pm | Replica

    @Gilberto: Buongiorno Gilberto, sono d’accordo con le tue considerazioni ed è molto interessante la tua osservazione sul fatto che molto spesso gli italiani sono individualmente poco competitivi a livello internazionale.
    Ma soprattutto c’è molto da riflettere sul fatto che mentre il Paese Italia soffre, il Made in Italy no.
    Questo è forse dovuto al fatto che, ormai da molti anni, si fanno investimenti e si dedica molta attenzione comunicativa e non solo al Made in Italy, mentre non si fa questo nei confronti del sistema Italia.
    E’ questo il gap più rilevante, che potrebbe essere colmato da una strategia di nation branding organica e consapevole.
    Un caro saluto,

    L.T.

  • Brand Italia vincente, primo al mondo per awareness e quarto nella classifica mondiale dei nation brand 2008 « Italian Branding // Dicembre 10, 2008 a 10:31 am | Replica

    [...] del 2008 abbiamo trovato il brand Italia al settimo posto della classifica mondiale, a partire dai dati del Nation Brand Index 2007. E ora, alla fine del 2008, ritroviamo il brand [...]

  • Brand italia vincente // Marzo 29, 2009 a 3:08 am | Replica

    [...] del 2008 abbiamo trovato il brand Italia al settimo posto della classifica mondiale, a partire dai dati del Nation Brand Index 2007. E ora, alla fine del 2008, ritroviamo il brand [...]

Lascia un Commento