Italian Branding

Il vino: uno dei migliori ambasciatori dell’Italia nel mondo

Settembre 14, 2009 · 2 Commenti

vino italiano

Da oggi i grandi della Terra in visita nel nostro Paese riceveranno dal Ministero degli Esteri italiano una cassetta in legno di ciliegio all’interno della quale troveranno una selezione di vini italiani fra i più pregiati.

L’iniziativa nasce dall’accordo fra il Ministero degli Esteri e l’Istituto del vino italiano di qualità Grandi Marchi. Se ne parla sul sito di una delle case italiane più prestigioge che fanno parte del consorzio, la toscana Biondi Santi.

L’iniziativa vuole promuovere il gusto italiano, rappresentato al meglio dal vino, come elemento di distinzione peculiare del brand Italia.

E’ un piccolo passo verso la valorizzazione della cultura italiana per promuovere al meglio l’immagine del Paese nel mondo e la qualità dei suoi prodotti e delle imprese che li producono.

E speriamo, come ripetiamo spesso su questo blog, che queste iniziative non abbiano un carattere estemporaneo ma siano collocate all’interno di una strategia coordinata e di lungo periodo con obiettivi chiari.

Luca Taddei

Categorie: Brand Italia · nation branding
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2 risposte finora ↓

  • simone // Settembre 21, 2009 a 2:58 pm | Replica

    Il vino e’ una colonna portante dell’ industria made in Italy e ben vengano iniziative di questo tipo, in generale ed in particolare in un momento come questo in cui la giusta campagna contro la guida in stato di ebrezza rischia di veicolare tutta una serie di messaggi fuorvianti….insomma, chi a tavola si beve un bicchiere di vino con gli amici non e’ un’ ubriaco, o peggio ancora un inidividio pericoloso da arrestare o comunque da punire con multe da centinaia di euro.
    Tra le altre cose, il vino contiene sostanze che fanno bene all’ organismo, ci sono fior fiori di ricerche e studi in merito.

  • Luca Taddei // Ottobre 20, 2009 a 9:25 pm | Replica

    Siamo d’accordo Simone! Non credo che nessuna campagna di comunicazione contro il consumo di vino possa avere la forza di mettere in crisi la tradizione e la cultura del vino italiana.
    Certo, non si deve esagerare con l’alcool, ma non si può demonizzarlo!

    L.T.

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