
E’ di queste settimane la nuova classifica dei nation brand realizzata da FutureBrand.
E come riporta Il Sole 24 ore (ringrazio Roberto Annunziata per la segnalazione e mi auguro che inizi presto a collaborare alla discussione sul place branding su questo blog) ecco le principali criticità del brand Italia.
Come abbiamo spesso detto su questo blog, il place branding può essere uno strumento prezioso di aiuto per migliorare l’attrattività di un luogo (città, regione, nazione) principalmente per quanto attiene al turismo e all’attrazione degli investimenti esteri.
Ecco l’Italia e il suo brand in questo anno sembrano aver perso qualcosa in questo anno, secondo FutureBrand.
Sembra che siano stati gli scandali, i rifiuti e i gossip ad aver lasciato il segno in negativo sull’aura del Brand Italia.
Il turismo sembra essere danneggiato dal rapporto qualità e prezzo e dalle spiagge. Mentre gli investimenti esteri sono sicuramente frenati dalla burocrazia e dall’amministrazione, da una cultura ormai un po’ troppo provinciale e dalla percezione di un eccessivo individualismo italiano.
Intramontabile è sicuramente il fascino del made in Italy, dell’arte e della storia, della qualità dei nostri prodotti e dello shopping. Certo che tutto ciò che c’è di positivo intorno al Brand Italia sembra un po’ offuscato dalla percezione di essere un Paese che non innova e che non sa rinnovarsi.
Il Brand Italia è straordinario. La costante presenza nella top ten mondiale di molte ricerche, non solo di quella di FutureBrand, lo dimostra a pieno. Quello che dobbiamo fare, è aggiornarlo costantemente e renderlo, nella sua tradizione, ogni anno sempre più nuovo e innovativo.
E’ forse questo che non stiamo facendo per adesso, ma che dobbiamo con forza iniziare a fare in questi prossimi anni, ora.
Luca Taddei



