Archivio delle Categorie: city branding

Assassin’s creed II: i videogame e il brand Italia

Ubisoft ha lanciato, da qualche giorno, Assassin’s creed II. Questo videogame realizzato dalla casa francese è sicuramente di qualità e, nonostante la sua origine straniera, ha molto dell’Italia nella sua ambientazione.

Le location del game spazia da Firenze, Monteriggioni, Venezia, Forlì, San Gimignano, Roma.

E’ Firenze a essere al centro delle ambientazioni del gioco e infatti si potrà, durante la partita, visitare il Ponte Vecchio, il Palazzo della Signoria, la Basilica di Santa Croce, Santa Maria Novella e San Marco.

Se i luoghi sono tutti italiani anche il tempo ci riporta al Rinascimento e quindi si intreccia con le glorie di un passato tutto italiano. Tanto che nel gioco faranno capolino anche personaggi della storia e della cultura italiana come Leonardo Da Vinci.

“Città come Firenze e Venezia rappresentano uno dei migliori spettacoli al mondo e tutta la tecnologia che abbiamo sviluppato ci è servita per farvi cogliere tale magnificenza e bellezza” ha affermato Patrice Desilets, direttore creativo della casa francese.

Ecco che la tecnologia e i videogame posizionano chiaramente il brand Italia e i brand delle città italiane tra storia, arte, bellezza e magnificenza.

E inoltre ci mostrano come ogni mezzo, anche il più originale e magari non immediato, possono servire per costruire e approfondire un brand legato a luoghi, nazioni, città.

Luca Taddei

La Nigeria pensa e ripensa il proprio place branding

flagofnigeria

La Nigeria è uno dei Paesi che dal 2004 ha lanciato un progetto per promuovere la propria immagine, the Nigeria Image Project, poi trasformato in The Heart of Africa Project.

Insomma la Nigeria ha pensato al suo place branding, ma siccome i risultati non sono stati quelli ricercati, adesso il Paese africano ha deciso di ripensare la propria strategia di nation branding.

E come ha deciso di ripensarci? Con un workshop sul place branding che si terrà il 13 e 14 Maggio 2009 all’International Conference Centre di Abuja, la capitale del Paese africano. Per ulteriori informazioni sul workshop date un’occhiata qui.

Il workshop si concentrerà specialmente sulle possibilità di sviluppo del commercio, turismo e investimenti che un progetto di place branding riuscito potrebbe alimentare. E si cercherà di coinvolgere sia le realtà cittadine che quelle regionali e la nazione nel suo complesso.

Luca Taddei

il branding dei luoghi passa anche per i local blog

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Il campo della comunicazione e del marketing offre sempre spunti di innovazione interessanti e praticabili. E così  come da una parte la specializzazione del place branding è essenzialmente recente, allo stesso modo  dall’altra il blogging è certamente una delle realtà più libere, utili e innovative nel panorama della comunicazione web.

Nel mio piccolo, ritengo che una delle sfide più interessanti per il place branding sia quella legata all’utilizzo efficace ed efficiente del web. Come già vediamo oggi la maggior parte delle campagne di place branding realizzate in giro per il mondo costruiscono siti web e, in alcuni casi, cercano di entrare nel mondo dei social network. Minore sembra invece essere la centralità dello strumento del blog per la promozione e la realizzazione dei vari progetti.

Questa mi sembra essere essenzialmente una miopia, dal momento che il legame fra blog e territorio è già presente nella rete, per esempio con l’interessantissimo fenomeno degli urban blog o local blog, che ha una discreta diffusione nel nostro Paese. Per maggiori informazioni sull’argomento, sicuramente parziali, date un’occhiata qui e qui.

E, per farvi un’idea pratica di cosa sia un urban o local blog, vi invito a dare un’occhiata (cito questi perchè li conosco abbastanza bene, ma se ne potrebbero citare molti altri!) a SestoSguardo, valdarnotizie, S-Punti di vista, Scandicci Open Source. Vi segnalo, tra l’altro, anche il progetto di sesto.tv.

A una prima occhiata, la forza e la natura stessa di questi blog è legata al loro legame con il territorio, alla possibilità di raccontare qualcosa in più dei luoghi in cui si vive, attraverso le parole, le immagini o i video. Dietro di essi c’è sicuramente una passione per il territorio, la passione di persone che vivono i luoghi di cui parlano, di cui danno informazioni e intorno a cui costruiscono discussioni.

Quanto tutto questo potrebbe essere utile, soprattutto in termini di credibilità, all’interno di un progetto di branding dei territori, specialmente quelli più piccoli, soprattutto per la possibilità di costruire e realizzare una brand story costantemente aggiornata, aperta alla discussione e soprattutto capace di cogliere sfumature che solo persone immerse nelle proprie realtà locali possono raggiungere? Proviamo a pensarci!

Luca Taddei

Toscana, un brand dal fascino quasi naturale

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La Toscana è sicuramente uno di quei pochi luoghi nel mondo che può contare di un brand quasi naturale. Con quasi naturale intendo che esso è costituito da alcune caratteristiche peculiari che lo rendono, al di là delle strategie di marketing, una realtà vivace, presente e desiderata nella mente dei turisti-consumatori di tutto il mondo.

La Toscana ha sicuramente più di un vantaggio competitivo rispetto ad altre realtà sia per la sua natura straordinaria sia per la sua cultura millenaria. La Toscana può vantarsi di un brand per così dire costruito prima della nascita stessa del concetto stesso di brand così come oggi lo intendiamo. Sicuramente nella costruzione di questo brand ante litteram hanno avuto un ruolo cruciale periodi storici come il Medioevo e il Rinascimento, la lungimirante politica di mecenatismo dei Medici e grandi figure della cultura riconosciute a livello internazionale come Michelangelo, Leonardo e Dante ( solo per citarne pochi ).

E i risultati arrivano fino ad oggi tanto che la rivista Travel and Leisure nella sua classifica annuale sulle città più amate e riconosciute vede Firenze primeggiare in Europa e al quinto posto nel mondo dopo che nella classifica 2006 la capitale della Toscana era stata votata come prima.

La forza del brand Toscana si riscontra anche nella sua capacità di essere territorio al servizio del marketing delle realtà imprenditoriali locali. I casi che si potrebbero fare sono molti, ma mi limito a segnalare semplici casi di promozione di aziende che operano nel turismo facendo leva proprio sulla Toscana come brand: è per esempio il caso di Toscana Sempre e Chianti ferie.

Tutte queste note positive però non devono far dimenticare che se si vuole continuare ad ascoltare la dolce melodia del brand Toscana in tutta la sua attrattività non bisogna smettere di suonare e aggiornare costantemente e strategicamente lo spartito del branding per la Toscana. Non farlo, potrebbe avere conseguenze anche disastrose, specialmente in una situazione di difficoltà prolungate dell’economia.

E voi che ne dite?

Luca Taddei

Tra Cesare e Google Earth vive il brand Roma!

Roma ha potenzialità enormi di sviluppo del suo brand, potenzialità che si sono costruite nella sua millenaria storia.

E una delle più grandi potenzialità risiede sicuramente in un uso accorto e intelligente della sua antichità, della sua grandezza che nell’immaginario umano di tutto il mondo è ancora viva e, per così dire, anche “tangibile”. Il tutto potrebbe avere risvolti positivi nel turismo e non solo.

E’ innegabile che esista un brand di Roma contemporaneo che si collega inevitabilmente a quello della Roma dei Cesari. L’obiettivo è farli lavorare insieme per sviluppare un city brand appettibile in tutto il mondo.

E l’iniziativa di Google Earth,  che ricostruisce in 3D  in maniera completa la più grande metropoli dell’antichità, rende il brand della Roma dei Cesari più “tangibile” e vivo nella mente delle persone di tutto il mondo, anche perchè è alla portata di click di tutti i navigatori della rete.

Il progetto è creativo e ha sicuramente una valenza strategica. E questo è stato capito anche dalle istituzioni capitoline, dal momento che la Roma Antica in 3d è stata presentata in Campidoglio e il vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo con delega al turismo lo ha presentato come uno strumento che potrebbe portare nuovi visitatori nella Città Eterna.

Insomma creatività, accessibilità dei contenuti e collaborazione fra istituzioni, tra cui l’Università della Virginia e di Los Angeles nonchè il Politecnico di Milano e il Comune di Roma con il progetto Rome Reborn, e grandi aziende, come Google, sono ingredienti ottimi per dare sapore al brand Roma.

Speriamo che si continui su questa strada! Intanto diamoci un’occhiata!

Luca Taddei

A Chianciano e Urbino si parla di Place Branding

Il mese di Giugno si é aperto all’ insegna del Place Branding.

E’ una maratona di idee, iniziative, storie, incontri e dibattiti che ci accompagnerà fino all’ Estate, permettendoci di capire qualcosa di più sul legame tra brandig e territorio, tra città e genius loci.

Si parte con la Decima edizione della Summer School organizzata a Chianciano Terme, come vuole la tradizione, dai docenti e dagli allievi del Master in Comunicazione e Media (Università degli Studi di Firenze).

Il tema di quest’ anno é il rapporto tra brand e stereotipi: Branding vs. Stereotyping.

Il programma (lo avete QUI) é ricco, con contenuti intelligenti e ospiti di qualità: particolarmente interessanti sono le lezioni sul genius loci con Piero Trupia, il seminario con Robert Spenser della Waseda University di Tokyo, l’ intervista al Sindaco di Firenze Domenici, le lezioni del Prof. Bechelloni, le riflessioni sugli Italici con Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus; e il Convegno Vivere di Gusto, Olio e vino valore del territorio.

Come vedete, la Summer School é di spessore, e vale la trasferta nella bella Chianciano.

A Chianciano dal 3 al 19 e poi diretti ad Urbino, dove si terrà una due-giorni (19-20 Giugno) su “Urbino, città l(u)ogo ideale – Cantiere nazionale pratiche e idee sul brand”.

Durante il convegno, verrà inaugurato un laboratorio di studi e ricerche sul marchio, con la sinergia di imprese e università. Lungo le strade e le piazze della città, verranno inoltre presentati e “raccontati” i brand del territorio.

Sono ottimi progetti, non c’ é che dire…

voi che ne pensate?

SimoDG

Nel mondo é Sydney il city brand più riconoscibile

Per il secondo anno consecutivo, Sydney si conferma la città più forte in termini di “brand recognition”, superando Londra, Parigi e la nostra Roma.

E più in generale, l’ Australia é l’ unico Paese insieme al Canada a vantare più di una città tra le prime dieci classificate: oltre a Sydney, nella graduatoria spicca anche il nome di Melbourne, salita in un anno dall’ ottavo al sesto posto.

L’ indice di riconoscibilità, ideato dal ricercatore britannico Simon Anholt, evidenzia la percezione che le più importanti città del mondo producono nell’ immaginario globale, con un approccio che tratta l’ immagine del territorio alla stregua dei brand commerciali. Quest’ anno, il sondaggio ha coinvolto 10.300 persone, interrogate in merito al patrimonio culturale, politico e umano e al potenziale di investimento e le attrazioni turistiche delle 40 città in questione.

E Sydney si è piazzata al primo posto, perchè ritenuta la migliore per la bellezza, per il clima, per l’ospitalità dei suoi abitanti e per le sue strutture pubbliche.

Altro segreto sembra essere una pervasiva vocazione democratica. Nell’annunciare il risultato, il premier del Nuovo Galles del Sud Morris Lemma ha detto che Sydney è una città generosa, tollerante e aperta, in cui possono prosperare iniziative come il 30/o Gay and Lesbian Mardi Gras a cui hanno assistito 400 mila persone.

Queste sono le prime dieci posizioni nella classifica del City Brands Index 2008: Sydney, Londra, Parigi, New York, Roma, Melbourne, Barcellona, Vancouver, Amsterdam e Montreal.

SimoDG

Google Transit, per muoversi in città

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La valorizzazione del territorio é una strategia che ha nella comunicazione una risorsa essenziale ma non autosufficiente.

Non c’ é buona comunicazione se non ci sono buoni contenuti e i buoni contenuti, quando il campo d’ azione é il place branding, si traducono in servizi, opportunità, iniziative che rendano migliore la vita di chi abita o visita il territorio.

Per questo trovo particolarmente importante l’ annunciata diffusione di Google Transit, il servizio di localizzazione pensato per venire incontro alle esigenze di chi utilizza i mezzi pubblici.

Dopo l’ avvio sperimentale nelle province di Firenze e Torino, grazie alla collaborazione delle rispettive aziende di trasporto pubblico, Google Transit arriverà presto a Genova e in Veneto, con l’ obiettivo di sensibilizzare i cittadini all’ uso dei mezzi pubblici con informazioni aggiornate e personalizzate.

Più precisamente, la web-application di Google permette di pianificare il tragitto da un luogo di partenza a quello di destinazione, indicando dettagliatamente dove recarsi per prendere il mezzo più vicino e quali sono orari e tempi previsti di percorrenza: il sistema fornisce poi la durata della distanza da trascorrere a piedi fino alla fermata, il numero di autobus da usare e il nome della fermata a cui scendere.

Pensate solo a quanto questo sistema possa favorire il soggiorno e gli spostamenti degli stranieri, sempre più (com’ é giusto che sia) esigenti sul fronte dei servizi.

E’ insomma una buona notizia, resa ancora più buona dal fatto che l’ Italia é stato il primo Paese europeo a sperimentare il progetto.

Primi, una volta tanto.

Simodg

SimCity per i nostri futuri City Manager!

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Il digitale é una risorsa indispensabile nel lavoro del city manager: oltre a facilitare le operazioni di routine, offre attraverso il web uno straordinario patrimonio di conoscenza che consente di mantenere una finestra aperta sul mondo, acquisire tecniche, affinare capacità e gestire il rapporto con il territorio di riferimento, quella “città” che il manager é chiamato a valorizzare individuandone punti di debolezza (su cui intervenire) e punti di forza (da rafforzare e attorno a cui costruire un’ efficace comunicazione).

Ed ora sembra che il mondo dei bit possa diventare ancora più indispensabile, soprattutto per chi city manager ancora non lo é ma aspira ad esserlo.

L’ Università Cattolica di Roma ha infatti sperimentato con successo, nel corso di economia e gestione dei servizi, l’ uso di SimCity Societes, ultimo capitolo del superclassico dell’ entertainment digitale.

Il videogioco consente agli studenti di integrare le lezioni teoriche esercitandosi in tutte quelle attività che un domani saranno chiamati a svolgere: gli esperimenti di pianificazione urbanistica, la scelta di infrastrutture, le politiche energetiche, l’ arredo urnbano, i servizi al cittadino, la questione della sicurezza, della viabilità, del verde, ecc.; il tutto, spiega il professore ideatore dell’ iniziativa, “verificando in presa diretta anche le conseguenze sociali delle loro decisioni e le reazioni dei cittadini”.

Creatività, velocità decisionale, capacità di problem solving: sono queste le capacità che gli studenti dovranno affinare, cosa non sempre possibile quando ci si limita ai manuali di studio.

Il progetto mi sembra molto interessante ed affianca i city manager a categorie come i medici o i piloti di volo che hano già potuto sperimentare i vantaggi della simulazione.

“Il virtuale sa essere più realistico del reale”, diceva Negroponte, riferendosi alla possibilità che le simulazioni virtuali offrono di confrontarsi con esperienze decisamente verosimili e talvolta così estreme e difficili che quasi mai, una volta iniziata la professione, se ne potrebbero incontrare di simili: esperienze che permettono di mettersi in gioco in tutta la nostra prontezza e conoscenza del settore.

SimoDG

Il brand Bibione

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Bellezza del mare, qualità dei servizi, comunicazione integrata e efficace: sono queste le risorse di cui Bibione si é servita per proporsi come meta turistica privilegiata.

Bibione é una rinomata località balneare veneta, la seconda spiaggia d’ Italia per presenze: tale successo – dato che 50 anni fa era pressochè sconosciuta mentre oggi vanta ben 12 bandiere blu consecutive – poggia su di un’ offerta turistica all’ avanguardia rispetto agli standard qualitativi europei e su un investimento in comunicazione ispirato alle strategie dei grandi brand.

Come potete leggere nell’ intervista, obiettivo del Consorzio Per la Promozione Turistica del Veneto Orientale, che si muove assieme ad altri enti della zona, é quello di fare di Bibione un brand riconoscibile attraverso piani di comunicazione continui e diffusi che sfruttino tutti i canali più efficaci, “parlando” con un linguaggio chiaro, immediato e innovativo.

Una volta che il turista approda a Bibione, l’ immagine positiva del brand viene confermata e rafforzata dalla ricchezza, sia quantitativa che qualitativa, dei servizi offerti: il piano di sviluppo prevede per il 2008 il rfforzamento delle infrastrutture, dopo che già si sono creati 30 Km di pista ciclabile, e l’ organizzazione di eventi spettacolari che sappiano affiancare al cliente abiuale, ovvero le famiglie, anche i giovani e gli sportivi. Eventi che saranno presentati da Vanessa Incontrada, personaggio tv tra i più amati scelto come volto di Bibione, e seguiti per tutta l’ Estate da Radio 101, la nuova voce della spiaggia veneta.

Quello di Bibione é un caso d’ eccellenza, ma purtoppo isolato.

Oggi la domanda globale di turismo é in netto aumento, animata dai ceti abbienti di Paesi come la Cina o l’ India il cui unico desiderio – dopo gli opprimenti regimi che imponevano di rimanere chiusi tra sigillati confini nazionali – é ora quello di viaggiare, conoscere il mondo, sapere e scoprire.

Tutti stanno beneficiando di questa crescita mondiale dei viaggi (più 5% secondo le stime Onu): tutti tranne l’ Italia, scivolata dal quarto al quinto posto nella classifica dei Paesi che attirano il maggior flusso di turisti.

Il turismo é una delle più grandi leve dell’ economia e noi dobbiamo e possiamo recuperare posizioni: incrementare il livello qualitativo dei servizi e comunicarli strategicamente é una buona formula da imitare.

SimoDG