La Toscana è sicuramente uno di quei pochi luoghi nel mondo che può contare di un brand quasi naturale. Con quasi naturale intendo che esso è costituito da alcune caratteristiche peculiari che lo rendono, al di là delle strategie di marketing, una realtà vivace, presente e desiderata nella mente dei turisti-consumatori di tutto il mondo.
La Toscana ha sicuramente più di un vantaggio competitivo rispetto ad altre realtà sia per la sua natura straordinaria sia per la sua cultura millenaria. La Toscana può vantarsi di un brand per così dire costruito prima della nascita stessa del concetto stesso di brand così come oggi lo intendiamo. Sicuramente nella costruzione di questo brand ante litteram hanno avuto un ruolo cruciale periodi storici come il Medioevo e il Rinascimento, la lungimirante politica di mecenatismo dei Medici e grandi figure della cultura riconosciute a livello internazionale come Michelangelo, Leonardo e Dante ( solo per citarne pochi ).
La forza del brand Toscana si riscontra anche nella sua capacità di essere territorio al servizio del marketing delle realtà imprenditoriali locali. I casi che si potrebbero fare sono molti, ma mi limito a segnalare semplici casi di promozione di aziende che operano nel turismo facendo leva proprio sulla Toscana come brand: è per esempio il caso di Toscana Sempre e Chianti ferie.
Tutte queste note positive però non devono far dimenticare che se si vuole continuare ad ascoltare la dolce melodia del brand Toscana in tutta la sua attrattività non bisogna smettere di suonare e aggiornare costantemente e strategicamente lo spartito del branding per la Toscana. Non farlo, potrebbe avere conseguenze anche disastrose, specialmente in una situazione di difficoltà prolungate dell’economia.
E il nesso è il più classico che mai: in Twilight si parla di vampiri. E vampiro, nell’immaginario di tutti noi, fa rima con Transilvania e con Romania.
Insomma i vampiri sembrano non poter essere che associati con l’immaginario del brand Romania. Abbiamo visto ( su ilcomunicatore e su Italian Branding ) finora alcuni tentativi da parte delle istituzioni rumene di lavorare sul brand Romania qui in Italia con il progetto Romania, piacere di conoscerti. Secondo me quel progetto è valido per migliorare la percezione dei Rumeni nel nostro Paese, ma per promuovere il brand Romania dal punto di vista turistico, sia qui da noi in Italia che in giro per il mondo, non sottovaluterei la valorizzazione dell’associazione tra vampiri e Romania. Dal punto di vista comunicativo, avrebbe il suo mordente!
Ecco il nuovo commercial per la promozione turistica della Slovacchia, realizzato da Slovakia.travel,il portale del turismo del piccolo grande Paese del Centro Europa, il Little Big Country appunto!
L’idea base è quella di trascorrere una vacanza nel mondo delle favole, il mondo del brand Slovakia. Il commercial è di ottima qualità e la voce narrante è del famoso Don LaFontaine, una delle voci hollywoodiane più famose del mondo, voce narrante di molti film di successo e di commercial per Chevrolet, Pontiac, Ford, Budweiser, McDonalds e Coca Cola.
In poche parole ne viene fuori un’ ottima azione di nation branding!
Gli Europei di Calcio 2008 hanno decretato l’eliminazione delle due squadre delle nazioni ospitanti l’evento. Ma anche se la sfida calcistica è stata decisamente persa da parte di Austria e Svizzera,non è di certo conclusa la partita che le vede protagoniste della comunicazione per rendere più forti i rispettivi brand nazionali.
Per prima cosa sono da tenere d’occhio i portali del turismo di Austria e Svizzera e poi cerchiamo di capire chi vincerà la partita della comunicazione.
Al momento trovo favorita la Svizzera con la sua simpatica campagna di comunicazione Svizzera. Il più da scoprire. e l’ottimo progettodi nation branding che ormai ha alcuni anni di esperienza e che cerca di coordinare il lavoro intorno al brand Svizzera, Presenza Svizzera.
Insomma che vinca il migliore! Anzi speriamo che vincano entrambe la partita della comunicazione di qualità!
Il mese di Giugno si é aperto all’ insegna del Place Branding.
E’ una maratona di idee, iniziative, storie, incontri e dibattiti che ci accompagnerà fino all’ Estate, permettendoci di capire qualcosa di più sul legame tra brandig e territorio, tra città e genius loci.
Il tema di quest’ anno é il rapporto tra brand e stereotipi: Branding vs. Stereotyping.
Il programma (lo avete QUI) é ricco, con contenuti intelligenti e ospiti di qualità: particolarmente interessanti sono le lezioni sul genius loci con Piero Trupia, il seminario con Robert Spenser della Waseda University di Tokyo, l’ intervista al Sindaco di Firenze Domenici, le lezioni del Prof. Bechelloni, le riflessioni sugli Italici con Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus; e il Convegno Vivere di Gusto, Olio e vino valore del territorio.
Come vedete, la Summer School é di spessore, e vale la trasferta nella bella Chianciano.
A Chianciano dal 3 al 19 e poi diretti ad Urbino, dove si terrà una due-giorni (19-20 Giugno) su “Urbino, città l(u)ogo ideale – Cantiere nazionale pratiche e idee sul brand”.
Durante il convegno, verrà inaugurato un laboratorio di studi e ricerche sul marchio, con la sinergia di imprese e università. Lungo le strade e le piazze della città, verranno inoltre presentati e “raccontati” i brand del territorio.
In questi giorni ricorrono i 60 anni della fondazione dello Stato di Israele, un Paese molto interessante per il nation branding e che ha fortemente bisogno di campagne di rebranding per migliorare la sua immagine internazionale dal momento che si trova sempre sotto attacco ( ne avevamo già parlato qui ).
Il logo presenta un bambino che tiene in mano un nastro colorato che va a formare il numero 60, gli anni dello Stato di Israele. La scritta in Ebraico significa “Israele Oggi e Domani”. Vi consiglio anche di dare un’occhiata al sito web per i 60 anni di Israele disponibile anche in Inglese.
Sicuramente la celebrazione dei 60 anni di Israele può essere sicuramente un momento centrale per una serie di campagne di branding a favore dell’immagine travagliata di Israele.
E’ molto importante sottolineare l’attenzione delle istituzioni israeliane per l’immagine internazionale di Israele, testimoniata dalle attività di celebrazione per i 60 anni di Israele e anche da un progetto interessante come questo blog isRealli The new blog of Israel, progettato dal consolato di Israele a New York City e che si rivela un bel progetto di nation branding molto accattivante e intelligente.
La comunicazione di Superga fa perno in maniera sicura e stabile sul brand Italia, a partire dal payoff:
People’ s Shoes of Italy
Il forte rapporto fra il marchio Superga e il brand Italia continua attraverso gli spot: si comincia con l’associazione del modello di punta, il 2750, con il mito italiano della FIAT 500 per poi approdare in questi giorni al nuovo spot che presenta ancora una volta il classico 2750 in veste tricolore.
Il caso del 2750 tricolore è molto interessante, non solo per il fatto che sia stato promosso da Piero Chiambretti al Festival di Sanremo, ma soprattutto perchè in questo caso non solo la comunicazione di un’azienda attinge al simbolo per eccellenza dell’Italia, il tricolore, ma è lo stesso prodotto che viene immerso nell’identità dell’Italia e rende, per così dire, tangibile il brand Italia nel quotidiano look dei consumatori.
Il caso Superga è sicuramente emblematico del valore del brand Italia per la comunicazione e la stessa produzione delle aziende italiane, ma il fenomeno è ampiamente diffuso con accentuazioni ora maggiori ora minori. E proprio in questo periodo il brand Italia sembra forte e presente in maniera costante nel mondo dell’imprenditoria italiana di successo.
La Maremma ha scelto Alessandra Sensini, la campionessa di windsurf vincitrice di dieci titoli mondiali e tre medaglie olimpiche, per promuovere il turismo e la propria immaginein Italia e nel mondo.
Il progetto di marketing territoriale ha visto la realizzazione di un logo ideato appositamente, raffigurante alcuni elementi simbolici della Maremma( il sole, una foglia di ulivo e il mare ) e questo logo sarà posizionato su tutte le attrezzature sportive di Alessandra Sensini, quest’anno protagonista alle Olimpiadi di Pechino
Non dimentichiamoci che Alessandra Sensini è già testimonial dell’ottimo portale della Regione Toscana, intoscana.it.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Provincia di Grosseto e dal Comune del Capoluogo maremmano. E coinvolge anche i comuni della costa, le Comunità montane, la Camera di Commercio e l’Agenzia per il turismo di Grosseto.
“Si tratta di un modo originale – spiega l’assessore al Turismo Marco
Barzanti - per far conoscere la Maremma anche all’estero,legandola alla competizione sportiva. Il nostro è un territorio dalle molteplici risorse. Per questo vogliamo puntare su tutte le eccellenze, da quelle artistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche, a quelle rappresentate dalle persone“.
Insomma il brand Maremma è sinonimo di eccellenzain tutte le sue forme, ma è soprattutto un brand che si costruisce attraverso la valorizzazione delle persone.
Il progetto mi sembra un ottimo esempio da seguire anche in altri contesti italiani.
Quando ci occupiamo di nation branding, ci troviamo effettivamente di fronte ad una grande varietà di situazioni e di realtà complesse: le Nazioni.
Ora le Nazioni sono grandi e piccole, come lo sono d’altra parte anche le regioni e le città.
Di fronte a questo come ci dobbiamo muovere? Ci sono delle regole comuni da seguire?Per farci un’idea migliore del nation branding, sicuramente consiglio la lettura de L’Identità Competitiva di Simon Anholt del 2007.
Ci sarebbe molto da dire, ma si può introdurre una riflessione che ci può essere molto utile se ci occupiamo di nation branding.
Il valore del brand di una Nazione non è legato alla sua estensione territoriale, almeno non necessariamente. Pensiamo al Principato di Monaco, un brand molto forte legato al concetto di lusso che corrisponde ad una realtà territoriale molto piccola, e all’opposto al Congo, Paese africano dalle dimensioni molto grandi ma dall’identità molto debole.
La conseguenza di ciòè fondamentale: potenzialmente non ci sono svantaggi competitivi tra le Nazioni piccole e le Nazioni grandi nel campo del branding e della competività che da esso può derivare.
Il digitale é una risorsa indispensabile nel lavoro del city manager: oltre a facilitare le operazioni di routine, offre attraverso il web uno straordinario patrimonio di conoscenza che consente di mantenere una finestra aperta sul mondo, acquisire tecniche, affinare capacità e gestire il rapporto con il territorio di riferimento, quella “città” che il manager é chiamato a valorizzare individuandone punti di debolezza (su cui intervenire) e punti di forza (da rafforzare e attorno a cui costruire un’ efficace comunicazione).
Ed ora sembra che il mondo dei bit possa diventare ancora più indispensabile, soprattutto per chi city manager ancora non lo é ma aspira ad esserlo.
L’ Università Cattolica di Roma ha infatti sperimentato con successo, nel corso di economia e gestione dei servizi, l’ uso di SimCity Societes, ultimo capitolo del superclassico dell’ entertainment digitale.
Il videogioco consente agli studenti di integrare le lezioni teoriche esercitandosi in tutte quelle attività che un domani saranno chiamati a svolgere: gli esperimenti di pianificazione urbanistica, la scelta di infrastrutture, le politiche energetiche, l’ arredo urnbano, i servizi al cittadino, la questione della sicurezza, della viabilità, del verde, ecc.; il tutto, spiega il professore ideatore dell’ iniziativa, “verificando in presa diretta anche le conseguenze sociali delle loro decisioni e le reazioni dei cittadini”.
Creatività, velocità decisionale, capacità di problem solving: sono queste le capacità che gli studenti dovranno affinare, cosa non sempre possibile quando ci si limita ai manuali di studio.
Il progetto mi sembra molto interessante ed affianca i city manager a categorie come i medici o i piloti di volo che hano già potuto sperimentare i vantaggi della simulazione.
“Il virtuale sa essere più realistico del reale”, diceva Negroponte, riferendosi alla possibilità che le simulazioni virtuali offrono di confrontarsi con esperienze decisamente verosimili e talvolta così estreme e difficili che quasi mai, una volta iniziata la professione, se ne potrebbero incontrare di simili: esperienze che permettono di mettersi in gioco in tutta la nostra prontezza e conoscenza del settore.