
Il drammatico e vergognoso caso dei rifiuti della Campania, oggi alla ribalta delle cronache, ci deve far ampiamente riflettere.
Sono convinto che se ne debba parlare comunque e dovunque e con forza anche nella blogosfera. Non possiamo rimanere indifferenti. Mi unisco quindi all’iniziativa lanciata da Antonio Lieto.
Questo blog si è riproposto di parlare di place branding. Secondo il place branding i luoghi, il territorio sono fondamentale elemento di sviluppo sia del settore pubblico sia del settore privato.
Ogni luogo, ogni territorio ha le sue risorse che devono essere valorizzate.
Chiave della valorizzazione è la comunicazione.
Napoli e la Campania sono luoghi meravigliosi, con risorse naturali, paesaggistiche, storiche, culturali ed economiche enormi.
Negli anni ‘90 si è tanto parlato di rinascimento napoletano, era lo slogan che accompagnò, nel 1993, l’elezione di Bassolino a sindaco di Napoli. Era una speranza per Napoli.
Ma la speranza muore nelle parole, la comunicazione muore nelle parole.
Sono i fatti, solo i fatti il contenuto della comunicazione, il contenuto del branding.
Le parole da sole sono il contenuto della menzogna, il contenuto dell’inganno.
Il rinascimento napoletano è stato solo parole e niente fatti. Lo dimostrano i tristi episodi di oggi.
Incominciamo a fare i fatti per Napoli, per la Campania e per tutta l’Italia. E allora potremmo parlare di branding, perchè un brand è fatto di fatti e può costruire comunicazione e sviluppo, altrimenti senza fatti il brand è solo fumo negli occhi e quando il fumo si dirada si vede il niente che sta dietro.
E’ un’altra premessa necessaria, forse la fondamentale per continuare a parlare del nostro place branding.
Luca Taddei.


