Italian Branding

Voce marcata come ‘luogo’

Google Transit, per muoversi in città

Marzo 9, 2008 · 1 Commento

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La valorizzazione del territorio é una strategia che ha nella comunicazione una risorsa essenziale ma non autosufficiente.

Non c’ é buona comunicazione se non ci sono buoni contenuti e i buoni contenuti, quando il campo d’ azione é il place branding, si traducono in servizi, opportunità, iniziative che rendano migliore la vita di chi abita o visita il territorio.

Per questo trovo particolarmente importante l’ annunciata diffusione di Google Transit, il servizio di localizzazione pensato per venire incontro alle esigenze di chi utilizza i mezzi pubblici.

Dopo l’ avvio sperimentale nelle province di Firenze e Torino, grazie alla collaborazione delle rispettive aziende di trasporto pubblico, Google Transit arriverà presto a Genova e in Veneto, con l’ obiettivo di sensibilizzare i cittadini all’ uso dei mezzi pubblici con informazioni aggiornate e personalizzate.

Più precisamente, la web-application di Google permette di pianificare il tragitto da un luogo di partenza a quello di destinazione, indicando dettagliatamente dove recarsi per prendere il mezzo più vicino e quali sono orari e tempi previsti di percorrenza: il sistema fornisce poi la durata della distanza da trascorrere a piedi fino alla fermata, il numero di autobus da usare e il nome della fermata a cui scendere.

Pensate solo a quanto questo sistema possa favorire il soggiorno e gli spostamenti degli stranieri, sempre più (com’ é giusto che sia) esigenti sul fronte dei servizi.

E’ insomma una buona notizia, resa ancora più buona dal fatto che l’ Italia é stato il primo Paese europeo a sperimentare il progetto.

Primi, una volta tanto.

Simodg

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Un ‘ esempio di Place Branding: Venezia ed i baci di Capodanno.

Gennaio 13, 2008 · 2 Commenti

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Come premesso da Luca, con ItalianBranding iniziamo a conoscere e parlare di temi a cui recentemente e per motivi di studio ci siamo avvicinati e che subito hanno conquistato la nostra attenzione.

E quando ci avviciniamo per la prima volta ad un argomento, che cosa meglio di un esempio ne facilita la comprensione?

Parliamo di Place Branding.

La notte del 31 Dicembre, 60 mila persone si sono ritrovate in Piazza S. Marco per aspettare ed accogliere il nuovo anno con un romantico bacio, accompagnato da un medley di canzoni d’ amore ed azioni coreografiche.

Si tratta di un progetto denominato LoVe 2008 ed organizzato dalla “Venezia Marketing Eventi” con l’ obiettivo di dare un’ immagine distinta e riconoscibile al Capodanno veneziano, così come già avviene per il Carnevale.

Vogliamo che Venezia diventi la quinta immagine del Capodanno che passa nei tg e nei media di tutto il mondo, insieme a quella di Sidney, Londra, Parigi e New York – spiega Marco Balich, direttore artistico della società ideatrice del progetto – Abbiamo proposto un format, un gesto che si ripeterà ogni anno, legato al concetto di Venezia come città romantica e capitale della pace e dell’ amore universale.”

La strategia é dunque duplice e consiste da una parte nel valorizzare l’ immagine del Capodanno, sflilando via quella percezione negativa e di aggresività che non pochi brutti episodi hanno contribuito a diffondere in merito a questa festa; dall’ altra nel lanciare Venezia come simbolo del Capodanno pulito, quello non dei botti e dei feriti ma della gioia, dell’ amore, del piacere di stare bene ed insieme ai propri cari.

Insomma, si tratta una valida strategia di Place Branding: si sono individuate le caratteristiche simboliche del territorio – Venezia, in questo caso – per costruirci attorno immagini distinte, riconoscibili, uniche.

Il Place Branding è dunque una questione di immagine? Sì, ma non solo.

Se la strategia funzionerà, rinnovando ed aumentando la capacità attrattiva del Capodanno veneziano, i benefici si estenderanno a turisti, alberghi, ristoratori, negozi.

Una buona strategia di Place Branding ha dunque ripercussioni positive ed immediate sia sull’ immagine istituzionale del territorio sia sull’ economia di quel territorio.

SimoDG

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rifiutiamo le parole, solo i fatti comunicano.

Gennaio 9, 2008 · 10 Commenti

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Il drammatico e vergognoso caso dei rifiuti della Campania, oggi alla ribalta delle cronache, ci deve far ampiamente riflettere.

Sono convinto che se ne debba parlare comunque e dovunque e con forza anche nella blogosfera. Non possiamo rimanere indifferenti. Mi unisco quindi all’iniziativa lanciata da Antonio Lieto.

Questo blog si è riproposto di parlare di place branding. Secondo il place branding i luoghi, il territorio sono fondamentale elemento di sviluppo sia del settore pubblico sia del settore privato.

Ogni luogo, ogni territorio ha le sue risorse che devono essere valorizzate.

Chiave della valorizzazione è la comunicazione.

Napoli e la Campania sono luoghi meravigliosi, con risorse naturali, paesaggistiche, storiche, culturali ed economiche enormi.

Negli anni ‘90 si è tanto parlato di rinascimento napoletano, era lo slogan che accompagnò, nel 1993, l’elezione di Bassolino a sindaco di Napoli. Era una speranza per Napoli.

Ma la speranza muore nelle parole, la comunicazione muore nelle parole.

Sono i fatti, solo i fatti il contenuto della comunicazione, il contenuto del branding.

Le parole da sole sono il contenuto della menzogna, il contenuto dell’inganno.

Il rinascimento napoletano è stato solo parole e niente fatti. Lo dimostrano i tristi episodi di oggi.

Incominciamo a fare i fatti per Napoli, per la Campania e per tutta l’Italia. E allora potremmo parlare di branding, perchè un brand è fatto di fatti e può costruire comunicazione e sviluppo, altrimenti senza fatti il brand è solo fumo negli occhi e quando il fumo si dirada si vede il niente che sta dietro.

E’ un’altra premessa necessaria, forse la fondamentale per continuare a parlare del nostro place branding.

Luca Taddei.

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perchè essere diversi in un mondo tutto uguale?

Gennaio 4, 2008 · 13 Commenti

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Ok, questo blog vuole parlare di place branding.

Nel nostro about abbiamo un po’ spiegato in breve che cos’è il place branding, prendendo come nostra fonte wikipedia.

Nei prossimi post cercheremo di entrare sempre di più dentro nel cuore del nostro place branding, ma forse ci vuole una premessa…

La nostra società vive nella globalizzazione, il cui effetto primo si dice sempre su wikipedia sia una convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.

E questa convergenza economica e culturale la sentiamo fortemente su di noi, molte volte come una spinta soprattutto alla omologazione culturale.

Ma noi vediamo più diversità che omologazione nelle nostre società. Perchè la differenza, la diversità è nella natura dell’uomo, in fondo piace e ci rende unici.

Allora forse è meglio usare il termine glocalizzazione, elaborato da Zygmut Bauman, ed abbandonare il termine globalizzazione.

Altrimenti parlare dell’importanza dei luoghi, delle identità, delle diversità, delle unicità sarebbe superfluo e il place branding non sarebbe mai nato.

Il place branding nasce perchè tuttora ci sono diversità e su queste diversità si può costruire comunicazione.

che ne pensate?Perchè essere diversi in un mondo tutto uguale?

Forse perchè il mondo non è affatto tutto uguale, ma tutto diverso!

Luca Taddei.

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