Vi ricorderete un post di qualche tempo fa sul brand Kosovo. Avevo posto la mia e vostra attenzione sulla possibilità di farsi forza delle strategie di branding per i processi di nation building.
Il branding può essere la via del nation building contemporaneo e anche di tutte quelle attività di promozione e di competizione di cui gli Stati possono fare tesoro per migliorare le proprie potenzialità economiche e politiche.
Il caso del Kosovo è sicuramente molto di nicchia ma può dare il senso di queste potenzialità proprio per la sua particolarità.
Diego Hurtado de Mendoza, che in Italia ha lavorato per Fabrica, è stato in Kosovo nei giorni dell’ indipendenza e ha intervistatoi protagonisti di quel momentostorico:personalitàpolitiche, ex-capi della guerriglia fino ai finalisti e al vincitore del concorso per realizzare la bandiera e i direttori d’orchestra che hanno composto il nuovo inno nazionale.
Ne è venuto fuori un film-documentario, Branding Kosovo, che ci aiuta a capire come il Kosovo costruisse il proprio brandsotto la supervisione della comunità internazionale, l’ONU e l’Unione Europea. Potete vedere qui il trailer!
Il progetto è valido esignificativo e offre una testimonianza diretta e chiara sulle potenzialità del branding di essere strumento principe del nation building nel XXI secolo.
Il Kosovo è la nazione più giovane della vecchia Europa: la sua indipendenza è stata dichiarata il 17 Febbraio 2008 e ad oggi non è passato neanche un anno.
Di solito su Italian Branding ci occupiamo di campagne di comunicazione che le nazioni costruiscono per promuovere i propri territori come destinazioni turistiche, ma nel caso del Kosovo che fa branding ci troviamo di fronte a una strategia ben più ampia di quella legata alla promozione turistica.
In passato, quando le aspirazioni nazionali dei Paesi venivano coronate dal successo politico, la parte del leone nella costruzione di una Nazione lo faceva il patriottismo che si rendeva tangibile nelle bandiere, negli inni, nelle parate, nell’architettura, nella letteratura. Adesso nel processo di nation building ci si può avvalere anche del contributo che la comunicazione può offrire attraverso le strategie di branding.
Vedremo come avranno deciso di affrontare la situazione particolare di questo nuovo Stato.
E il nesso è il più classico che mai: in Twilight si parla di vampiri. E vampiro, nell’immaginario di tutti noi, fa rima con Transilvania e con Romania.
Insomma i vampiri sembrano non poter essere che associati con l’immaginario del brand Romania. Abbiamo visto ( su ilcomunicatore e su Italian Branding ) finora alcuni tentativi da parte delle istituzioni rumene di lavorare sul brand Romania qui in Italia con il progetto Romania, piacere di conoscerti. Secondo me quel progetto è valido per migliorare la percezione dei Rumeni nel nostro Paese, ma per promuovere il brand Romania dal punto di vista turistico, sia qui da noi in Italia che in giro per il mondo, non sottovaluterei la valorizzazione dell’associazione tra vampiri e Romania. Dal punto di vista comunicativo, avrebbe il suo mordente!
Tourism Australia ha lanciato la sua nuova campagna di nation brandingper il turismo. Il progetto di marketing prevede un budget di circa 19,5 milioni di sterline e sono già stati lanciati due commercial realizzati dal famoso regista australiano Buz Luhrmann.
Come tradizione vuole, James Bond, l’agente segreto per eccellenza, è ogni volta e sempre di più al servizio di sua Maestà la Regina d’Inghilterra anche e soprattutto a favore del brand del Regno Unito.
Infatti tra i partner del nuovo attesissimo episodio di 007Quantum of Solace, uscito in questi giorni nelle sale italiane, c’è anche VisitBritain, l‘Ente Nazionale Britannico per il Turismo che opera in 41 mercati internazionali per promuovere la Gran Bretagna come una delle destinazioni turistiche di maggior interesse nel panorama mondiale. VisitBritain è anche responsabile per promuovere l’Inghilterra all’interno del mercato domestico.
VisitBritain non ha mancato di cogliere l’opportunità di associare lo charme di James Bond al brand Britain facendo gioco sul suo essere british e sul suo stile 007. E per questo VisitBritain ha messo in piedi una campagna di promozione della Gran Bretagna legata a Quantum of Solace e all’interno di questa è stato attivato un concorso a premi che concederà ai fortunati vincitori l’opportunità di vincere un viaggio in cui fare l’esperienza dello stile James Bond proprio in terra britannica.
Abbiamo un’altra prova di come il cinema si riveli elemento strategico all’interno di una campagna di nation branding che si rivela ben strutturatae dalle solide basi. Complimenti dunque a VisitBritain!
Certo in Quantum of Solace c’è anche molta Italia e molta Toscana, con Siena, Talamone, le cave di Carrara e le coste del Lago di Garda.
Forse in Italia si dovrebbe prendere esempio dall’attività di branding di VisitBritain per rafforzare il nostro brand Italy.
Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo più potente del mondo, ed è sicuramente un abilissimo comunicatore. Ma Obama può essere anche e soprattutto il protagonista simbolico e strategico di un rebranding positivo del Brand America.
Se dare un giudizio politico dell’esperienza del Presidente Bush può rivelarsi molto difficile e complesso, è certo che con il 43esimo Presidente degli Stati Uniti d’Americail Brand USA, l’immagine internazionale della più potente Nazione del mondo, aveva perso una consistente attrattiva, credibilità e forza nel panorama mondiale. Tanto che, ad oggi, lo stesso Sogno Americano, cardine centrale del nation brand degli USA, è piuttosto appannato.
Obama sembra essere la risposta migliore per rilanciare l’immagine degli USA. E’ egli stesso incarnazione dell’American Dream: viene dal niente, si è fatto da solo, parla di speranza e la sua stessa vittoria alle elezioni americane di questo anno è il segno tangibile di un’ America luogo delle infinite possibilità di realizzazione.
Che Obama fosse il candidato migliore per il Brand America, ne era convinto anche Simon Anholtin un suo post dell’inizio dell’anno, quando ancora Obama se la doveva vedere con la Clinton, e ne sottolineava le sue “qualità femminili”:Anholt definiva il Senatore Obama premuroso, sensibile culturalmente, gentile, sollecito.
Il fatto che Obama abbia costruito la sua campagna sul tema della speranza, che abbia vinto facendosi forza proprio su quelli che potevano essere considerati i suoi punti debolilo rende uno dei prodotti migliori dell’American Dream e il simbolo di una America che si riscopre più socialmente responsabile di quanto non lo sia stata in questi anni.
Obama riflette una immagine degli Stati Uniti d’America come una Nazione fortemente democratica, aperta, ispirata dalla speranza, dal cambiamento, dal sentimento del tutto è possibile. Questo non può che influire sul nation brand degli U.S.A. e sulla sua percezione tra le persone di tutto il mondo.
Il Brand America, con Obama, può tornare a essere qualcosa di ambito, di desiderabile, di appetibile in giro per il mondo.
Questo progetto sembra strutturarsi come un vero e proprio inizio di una strategia di nation brandingper la Romania.
Gli elementi ci sono tutti: è il governo di Bucarest, la massima autorità politica del Paese, a essere ispiratore e protagonista della strategia; si è individuata un’audience di riferimento specifica: gli italiani; la campagna è multimediale, parte dai manifesti per arrivare agli spot televisivi ( anche noi ne presentiamo un altro di questi spot, oltre a quello che presenta il blog Diegozilla, che da parte sua boccia la campagna ) fino agli eventi sul territorio italiano, come bene ci spiega Simone su ilcomunicatore. Oltre a Diegozilla e ilcomunicatore, segnalo il post in romeno di Grapheina.
A questo su Italian Brandingaggiungiamo che la campagna ha un suo sito web www.romaniapiacerediconoscerti.it in cui, in maniera molto chiara e fruibile, si può scoprire questa azione di nation branding nella sua interezza. Dal sito apprendiamo anche che la campagna è stata realizzata nei suoi contenuti creativi da Playteam, Digital Kitchen, Reality Engine.
Da parte mia credo chela strategia del governo romeno sia partita con il piede giusto. Sarà importante vedere se la campagna sarà, come deve essere per essere efficace, di lungo periodo e saprà rinnovarsi nella comunicazione e nella creatività.
Forse sarebbe necessario iniziare a pensare una strategia di nation branding anche per l’Italia presso la popolazione Romena. Non dimentichiamoci che i rischi di razzismo e di pregiudizi, non provengono soltanto da parte degli Italiani nei confronti dei Romeni, ma anche da parte dei Romeni nei confronti degli Italiani. E una situazione del genere sarebbe dannosa per entrambe le Nazioni.
Per scongiurarla, forse la comunicazione potrebbe essere d’aiuto.
Ecco il nuovo commercial per la promozione turistica della Slovacchia, realizzato da Slovakia.travel,il portale del turismo del piccolo grande Paese del Centro Europa, il Little Big Country appunto!
L’idea base è quella di trascorrere una vacanza nel mondo delle favole, il mondo del brand Slovakia. Il commercial è di ottima qualità e la voce narrante è del famoso Don LaFontaine, una delle voci hollywoodiane più famose del mondo, voce narrante di molti film di successo e di commercial per Chevrolet, Pontiac, Ford, Budweiser, McDonalds e Coca Cola.
In poche parole ne viene fuori un’ ottima azione di nation branding!
Gli Europei di Calcio 2008 hanno decretato l’eliminazione delle due squadre delle nazioni ospitanti l’evento. Ma anche se la sfida calcistica è stata decisamente persa da parte di Austria e Svizzera,non è di certo conclusa la partita che le vede protagoniste della comunicazione per rendere più forti i rispettivi brand nazionali.
Per prima cosa sono da tenere d’occhio i portali del turismo di Austria e Svizzera e poi cerchiamo di capire chi vincerà la partita della comunicazione.
Al momento trovo favorita la Svizzera con la sua simpatica campagna di comunicazione Svizzera. Il più da scoprire. e l’ottimo progettodi nation branding che ormai ha alcuni anni di esperienza e che cerca di coordinare il lavoro intorno al brand Svizzera, Presenza Svizzera.
Insomma che vinca il migliore! Anzi speriamo che vincano entrambe la partita della comunicazione di qualità!
In questi giorni ricorrono i 60 anni della fondazione dello Stato di Israele, un Paese molto interessante per il nation branding e che ha fortemente bisogno di campagne di rebranding per migliorare la sua immagine internazionale dal momento che si trova sempre sotto attacco ( ne avevamo già parlato qui ).
Il logo presenta un bambino che tiene in mano un nastro colorato che va a formare il numero 60, gli anni dello Stato di Israele. La scritta in Ebraico significa “Israele Oggi e Domani”. Vi consiglio anche di dare un’occhiata al sito web per i 60 anni di Israele disponibile anche in Inglese.
Sicuramente la celebrazione dei 60 anni di Israele può essere sicuramente un momento centrale per una serie di campagne di branding a favore dell’immagine travagliata di Israele.
E’ molto importante sottolineare l’attenzione delle istituzioni israeliane per l’immagine internazionale di Israele, testimoniata dalle attività di celebrazione per i 60 anni di Israele e anche da un progetto interessante come questo blog isRealli The new blog of Israel, progettato dal consolato di Israele a New York City e che si rivela un bel progetto di nation branding molto accattivante e intelligente.