Archivi del mese: febbraio 2009

Calabria: emotional branding per il territorio

La Regione Calabria lancia una  campagna di place branding per promuoversi e si è scelta Gattuso come testimonial, oramai dal collaudato successo in molte campagne pubblicitarie.

La campagna pubblicitaria ha messo in campo 4 milioni di euro e prevede spot televisivi sulle reti Rai, Mediaset e La7 fino al 28 Febbraio e poi a Giugno e altre inziative come la decorazione dei taxi, di cui in molti hanno già parlato, persino Beppe Grillo.E non a caso l’ha stroncata.

Qui su Italian Branding vogliamo sottolineare sia lati positivi che negativi del progetto: se da una parte le accuse di Beppe Grillo hanno un senso: la campagna, come molte altre in Italia, non si integra in una strategia di lungo periodo armonizzata all’interno della programmazione delle politiche regionali generali. Da questo punto di vista mi trovo d’accordo con le perplessità ed il ragionamento di Domenico Minniti su Nuovi Rumori.

Dall’altra parte l’accordo fra la Regione Calabria e la Nazionale di Calcio Italiana fino al 2010 è segno di una progettualità e della possibilità per il brand Calabria di ottenere una forte visibilità internazionale.

In più il dato più interessante di questa campagna è associare la promozione turistica della Calabria alle emozioni, al cuore più che alle bellezze naturalistiche o artistiche: il payoff “Calabria, noi ci mettiamo il cuore” mi sembra  felice dal momento che individua un vantaggio competitivo che la Calabria può avere nel confronto di altre realtà che competono con lei sul piano turistico. E questo vantaggio competitivo risiede appunto nel sentimento, nel cuore, nelle emozioni che la Calabria può offrire. Ritengo che questo delle emozioni, del cuore possa essere un tema importante da sviluppare e, se calato in una strategia di lungo periodo ed integrata, può dare i suoi frutti.

Voi che ne pensate?

Luca Taddei

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Kosovo:branding per il nation building

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Il Kosovo è la nazione più giovane della vecchia Europa: la sua indipendenza è stata dichiarata il 17 Febbraio 2008 e ad oggi non è passato neanche un anno.

Di solito su Italian Branding ci occupiamo di campagne di comunicazione che le nazioni costruiscono per promuovere i propri territori come destinazioni turistiche, ma nel caso del Kosovo che fa branding ci troviamo di fronte a una strategia ben più ampia di quella legata alla promozione turistica.

Intanto la notizia molto interessante è proprio questa: il Kosovo ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione per migliorare la propria immagine nel mondo e si è affidato a Saatchi e Saatchi, insomma a dei professionisti di tutto rispetto.

In passato, quando le aspirazioni nazionali dei Paesi venivano coronate dal successo politico, la parte del leone nella costruzione di una Nazione lo faceva il patriottismo che si rendeva tangibile nelle bandiere, negli inni, nelle parate, nell’architettura, nella letteratura. Adesso nel processo di nation building ci si può avvalere anche del contributo che la comunicazione può offrire attraverso le strategie di branding.

Vedremo come avranno deciso di affrontare la situazione particolare di questo nuovo Stato.

Luca Taddei

La Jamaica si difende con Once you go, you know.

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Nel panorama del web italiano per quanto riguarda il branding legato ai luoghi un punto di riferimento è sicuramente l’ottimo studiograssi, che trovate anche nel nostro blogroll.

Qualche tempo fa era comparso questo post dedicato alla nuova campagna di nation branding pensata e messa in piedi dal governo Jamaicano: Once you go, you know.

Apprendiamo dal post di studiograssi che la Jamaica intende investire 3 milioni di dollari per contrastare con la comunicazione e il branding il calo del 30% delle prenotazioni nei primi mesi del 2009 da parte dei turisti americani, audience di riferimento per il turismo del paese caraibico.

Al di là della consistente somma investita, quello che ci interessa è la scommessa della Jamaica sulla comunicazione e sul branding ritenuti gli strumenti più efficaci per contrastare attivamente il momento di crisi.

Sarà una scommessa vincente?

Luca Taddei