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rifiutiamo le parole, solo i fatti comunicano.

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Il drammatico e vergognoso caso dei rifiuti della Campania, oggi alla ribalta delle cronache, ci deve far ampiamente riflettere.

Sono convinto che se ne debba parlare comunque e dovunque e con forza anche nella blogosfera. Non possiamo rimanere indifferenti. Mi unisco quindi all’iniziativa lanciata da Antonio Lieto.

Questo blog si è riproposto di parlare di place branding. Secondo il place branding i luoghi, il territorio sono fondamentale elemento di sviluppo sia del settore pubblico sia del settore privato.

Ogni luogo, ogni territorio ha le sue risorse che devono essere valorizzate.

Chiave della valorizzazione è la comunicazione.

Napoli e la Campania sono luoghi meravigliosi, con risorse naturali, paesaggistiche, storiche, culturali ed economiche enormi.

Negli anni ’90 si è tanto parlato di rinascimento napoletano, era lo slogan che accompagnò, nel 1993, l’elezione di Bassolino a sindaco di Napoli. Era una speranza per Napoli.

Ma la speranza muore nelle parole, la comunicazione muore nelle parole.

Sono i fatti, solo i fatti il contenuto della comunicazione, il contenuto del branding.

Le parole da sole sono il contenuto della menzogna, il contenuto dell’inganno.

Il rinascimento napoletano è stato solo parole e niente fatti. Lo dimostrano i tristi episodi di oggi.

Incominciamo a fare i fatti per Napoli, per la Campania e per tutta l’Italia. E allora potremmo parlare di branding, perchè un brand è fatto di fatti e può costruire comunicazione e sviluppo, altrimenti senza fatti il brand è solo fumo negli occhi e quando il fumo si dirada si vede il niente che sta dietro.

E’ un’altra premessa necessaria, forse la fondamentale per continuare a parlare del nostro place branding.

Luca Taddei.

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perchè essere diversi in un mondo tutto uguale?

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Ok, questo blog vuole parlare di place branding.

Nel nostro about abbiamo un po’ spiegato in breve che cos’è il place branding, prendendo come nostra fonte wikipedia.

Nei prossimi post cercheremo di entrare sempre di più dentro nel cuore del nostro place branding, ma forse ci vuole una premessa…

La nostra società vive nella globalizzazione, il cui effetto primo si dice sempre su wikipedia sia una convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.

E questa convergenza economica e culturale la sentiamo fortemente su di noi, molte volte come una spinta soprattutto alla omologazione culturale.

Ma noi vediamo più diversità che omologazione nelle nostre società. Perchè la differenza, la diversità è nella natura dell’uomo, in fondo piace e ci rende unici.

Allora forse è meglio usare il termine glocalizzazione, elaborato da Zygmut Bauman, ed abbandonare il termine globalizzazione.

Altrimenti parlare dell’importanza dei luoghi, delle identità, delle diversità, delle unicità sarebbe superfluo e il place branding non sarebbe mai nato.

Il place branding nasce perchè tuttora ci sono diversità e su queste diversità si può costruire comunicazione.

che ne pensate?Perchè essere diversi in un mondo tutto uguale?

Forse perchè il mondo non è affatto tutto uguale, ma tutto diverso!

Luca Taddei.