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Da Simon Anholt spunti di riflessione sul brand Italia

Qualche tempo fa mi è stato segnalato questo interessante video di un’ intervista a Simon Anholt. L’argomento è il brand Italia e la sua situazione attuale. Guardatelo.

Luca Taddei

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Il brand del Veneto vola!

Una notizia interessante sul fronte del place branding tutto italiano è sicuramente l’iniziativa che si sta concretizzando in questi giorni in Veneto.

La Regione Veneto infatti ha intenzione di progettare e organizzare un piano di consolidamento e sviluppo delle rotte aeree funzionali alla sua economia dell’ospitalità e all’incremento dei flussi turistici.

E per fare questo coinvolgerà i tre scali internazionali del Veneto ( Venezia, Verona, Treviso ), le compagnie aeree, i tour operator nazionali ed internazionali. Accanto a questo si prevedono attività di marketing & comunicazione a 360°.

Mentre aspettiamo gli sviluppi di questo progetto, è interessante la sinergia che si può creare fra tutti i vari soggetti coinvolti per promuovere il brand del territorio e accanto a questo un piano di consolidamento delle rotte aeree che può sicuramente fare la differenza.

Luca Taddei

il branding dei luoghi passa anche per i local blog

blog

Il campo della comunicazione e del marketing offre sempre spunti di innovazione interessanti e praticabili. E così  come da una parte la specializzazione del place branding è essenzialmente recente, allo stesso modo  dall’altra il blogging è certamente una delle realtà più libere, utili e innovative nel panorama della comunicazione web.

Nel mio piccolo, ritengo che una delle sfide più interessanti per il place branding sia quella legata all’utilizzo efficace ed efficiente del web. Come già vediamo oggi la maggior parte delle campagne di place branding realizzate in giro per il mondo costruiscono siti web e, in alcuni casi, cercano di entrare nel mondo dei social network. Minore sembra invece essere la centralità dello strumento del blog per la promozione e la realizzazione dei vari progetti.

Questa mi sembra essere essenzialmente una miopia, dal momento che il legame fra blog e territorio è già presente nella rete, per esempio con l’interessantissimo fenomeno degli urban blog o local blog, che ha una discreta diffusione nel nostro Paese. Per maggiori informazioni sull’argomento, sicuramente parziali, date un’occhiata qui e qui.

E, per farvi un’idea pratica di cosa sia un urban o local blog, vi invito a dare un’occhiata (cito questi perchè li conosco abbastanza bene, ma se ne potrebbero citare molti altri!) a SestoSguardo, valdarnotizie, S-Punti di vista, Scandicci Open Source. Vi segnalo, tra l’altro, anche il progetto di sesto.tv.

A una prima occhiata, la forza e la natura stessa di questi blog è legata al loro legame con il territorio, alla possibilità di raccontare qualcosa in più dei luoghi in cui si vive, attraverso le parole, le immagini o i video. Dietro di essi c’è sicuramente una passione per il territorio, la passione di persone che vivono i luoghi di cui parlano, di cui danno informazioni e intorno a cui costruiscono discussioni.

Quanto tutto questo potrebbe essere utile, soprattutto in termini di credibilità, all’interno di un progetto di branding dei territori, specialmente quelli più piccoli, soprattutto per la possibilità di costruire e realizzare una brand story costantemente aggiornata, aperta alla discussione e soprattutto capace di cogliere sfumature che solo persone immerse nelle proprie realtà locali possono raggiungere? Proviamo a pensarci!

Luca Taddei

E…i vampiri tornano a costruire il brand Romania! Grazie a Twilight!

twilight

Di questi tempi il nation branding sembra passare per il cinema abbastanza spesso e dopo James Bond al servizio del Brand Britain troviamo Twilight al servizio del brand Romania.

E il nesso è il più classico che mai: in Twilight si parla di vampiri. E vampiro, nell’immaginario di tutti noi, fa rima con Transilvania e con Romania.

E infatti la Eagle Pictures non ha perso tempo a costruire un concorso a premi, ovviamente legato alla promozione del film, in cui il primo premio è un weekend per due in Transilvania, la terra di Dracula, il vampiro per eccellenza!

Insomma i vampiri sembrano non poter essere che associati con l’immaginario del brand Romania. Abbiamo visto ( su ilcomunicatore e su Italian Branding ) finora alcuni tentativi da parte delle istituzioni rumene di lavorare sul brand Romania qui in Italia con il progetto Romania, piacere di conoscerti. Secondo me quel progetto è valido per migliorare la percezione dei Rumeni nel nostro Paese, ma per promuovere il brand Romania dal punto di vista turistico, sia qui da noi in Italia che in giro per il mondo, non sottovaluterei la valorizzazione dell’associazione tra vampiri e Romania. Dal punto di vista comunicativo, avrebbe il suo mordente!

Luca Taddei

I nation brand per navigare nella crisi

Se la crisi finanziaria sta bruciando la ricchezza del mondo, dove andrà a finire il valore dei corporate brand? quanto la loro forza e il loro appeal sarà ridimensionato? Cosa succederà alla cosiddetta brand equity delle società direttamente o indirettamente colpite dalla crisi?

Queste sono alcune domande che ci potremmo porre in questi giorni di crisi nel momento in cui pensiamo anche al fattore brand all’interno degli sconvolgimenti contemporanei.

Dare delle risposte è pressocchè impossibile al momento, così come viene difficile affermare al 100% che i corporate brand che sembravano più forti resisteranno.

Ma possiamo azzardare una piccola proposta.

In  queste settimane di crisi scatenata è stato più volte, e a ragione,  sottolineato il rinato protagonismo degli Stati-Nazione nel cercare di gestire, di tamponare, di rimediare e in un certo senso di offrire spiragli di speranza e di salvezza per la situazione.

In questo senso si potrebbe pensare che un rafforzamento dei nation brand potrebbe offrire un appiglio in più per mantenere la stabilità dei corporate brand che si potranno trovare in crisi.

Mi spiego meglio: da una parte il ruolo forte degli Stati e delle Nazioni nell’affrontare la crisi dovrebbero accompagnarsi a un ruolo forte delle immagini internazionali di questi Paesi e di queste Nazioni per raggiungere l’obiettivo di difendere in qualche modo i corporate brand di riferimento di questi Paesi.

In breve, usare l’immagine nazionale, il nation brand, come scudo di difesa dei brand sia delle grandi che delle piccole e medie imprese.

I risultati potrebbero essere virtuosi.

Qual’è la vostra opinione?

Luca Taddei