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Il brand Italia secondo il CountryRep 2010

Come sempre qui su italian branding commentiamo le classifiche della reputazione delle nazioni del mondo con un certo interesse.

Questa volta, grazie alla segnalazione di Matteo Borsacchi che ha scritto un bel post su misurarelacomunicazione.it, analizziamo i risultati presentati per il 2010 dal Reputation Institute.

L’Italia risulta essere il sedicesimo brand del mondo, un dato meno lusinghiero rispetto a quello di altri report di pochi anni fa. Anche se in classifica veniamo prima di Francia e USA.

Rispetto alle aree tematiche prese in considerazione l’Italia fa una bella figura per quanto riguarda il contributo alla cultura ma non viene presa in considerazione per quanto riguarda i prodotti o servizi, la tecnologia e l’innovazione.

E questo mi sembra il dato più preoccupante del Report per il brand Italia: il nostro Paese è in realtà un ottimo realizzatore di prodotti di qualità e anche tecnologicamente innovativi, ma a quanto pare non sembra essere percepito così in giro per il mondo.

L’Italia si piazza anche prima fra le nazioni più piacevoli e divertenti, mentre risultiamo poco attraenti sul piano della politica e stranamente anche dello stile di vita: siamo tra i 5 Paesi che vale la pena visitare ma non dove si vorrebbe vivere, lavorare, comprare o investire.

Che in Italia non ci siano molti investimenti esteri non è una novità, così come dal punto di vista politico non abbiamo grande reputazione, ma per quanto riguarda lo stile di vita e il desiderio di fare shopping in Italia questa immagine di debolezza è forse una novità.

Tra le altre cose si sottolinea nel Report la scarsa autostima degli Italiani nei confronti del proprio Paese, valutato meglio dagli  stranieri che da noi stessi. E’ un classico italiano ormai.

La ricerca e’ interessante e conferma alcuni risultati spesso incontrati intorno al brand Italia ma anche suona dei tasti dolenti sulla reputazione dell’Italia nel mondo.

Che ne pensate?

Luca Taddei

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Branding Kosovo: ecco il film!

branding kosovo

Vi ricorderete un post di qualche tempo fa sul brand Kosovo. Avevo posto la mia e vostra attenzione sulla possibilità di farsi forza delle strategie di branding per i processi di nation building.

Il branding può essere la via del nation building contemporaneo e anche di tutte quelle attività di promozione e di competizione di cui gli Stati possono fare tesoro per migliorare le proprie potenzialità economiche e politiche.

Il caso del Kosovo è sicuramente molto di nicchia ma può dare il senso di queste potenzialità proprio per la sua particolarità.

Diego Hurtado de Mendoza, che in Italia ha lavorato per Fabrica, è stato in Kosovo nei giorni dell’ indipendenza e ha intervistato i protagonisti di quel momento storico: personalità politiche, ex-capi della guerriglia fino ai finalisti e al vincitore del concorso per realizzare la bandiera e i direttori d’orchestra che hanno composto il nuovo inno nazionale.

Ne è venuto fuori un film-documentario, Branding Kosovo, che ci aiuta a capire come il Kosovo costruisse il proprio brand sotto la supervisione della comunità internazionale, l’ONU e l’Unione Europea. Potete vedere qui il trailer!

Il progetto è valido e significativo e offre una testimonianza diretta e chiara sulle potenzialità del branding di essere strumento principe del nation building nel XXI secolo.

Luca Taddei

Kosovo:branding per il nation building

flagkosovo

Il Kosovo è la nazione più giovane della vecchia Europa: la sua indipendenza è stata dichiarata il 17 Febbraio 2008 e ad oggi non è passato neanche un anno.

Di solito su Italian Branding ci occupiamo di campagne di comunicazione che le nazioni costruiscono per promuovere i propri territori come destinazioni turistiche, ma nel caso del Kosovo che fa branding ci troviamo di fronte a una strategia ben più ampia di quella legata alla promozione turistica.

Intanto la notizia molto interessante è proprio questa: il Kosovo ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione per migliorare la propria immagine nel mondo e si è affidato a Saatchi e Saatchi, insomma a dei professionisti di tutto rispetto.

In passato, quando le aspirazioni nazionali dei Paesi venivano coronate dal successo politico, la parte del leone nella costruzione di una Nazione lo faceva il patriottismo che si rendeva tangibile nelle bandiere, negli inni, nelle parate, nell’architettura, nella letteratura. Adesso nel processo di nation building ci si può avvalere anche del contributo che la comunicazione può offrire attraverso le strategie di branding.

Vedremo come avranno deciso di affrontare la situazione particolare di questo nuovo Stato.

Luca Taddei

E…i vampiri tornano a costruire il brand Romania! Grazie a Twilight!

twilight

Di questi tempi il nation branding sembra passare per il cinema abbastanza spesso e dopo James Bond al servizio del Brand Britain troviamo Twilight al servizio del brand Romania.

E il nesso è il più classico che mai: in Twilight si parla di vampiri. E vampiro, nell’immaginario di tutti noi, fa rima con Transilvania e con Romania.

E infatti la Eagle Pictures non ha perso tempo a costruire un concorso a premi, ovviamente legato alla promozione del film, in cui il primo premio è un weekend per due in Transilvania, la terra di Dracula, il vampiro per eccellenza!

Insomma i vampiri sembrano non poter essere che associati con l’immaginario del brand Romania. Abbiamo visto ( su ilcomunicatore e su Italian Branding ) finora alcuni tentativi da parte delle istituzioni rumene di lavorare sul brand Romania qui in Italia con il progetto Romania, piacere di conoscerti. Secondo me quel progetto è valido per migliorare la percezione dei Rumeni nel nostro Paese, ma per promuovere il brand Romania dal punto di vista turistico, sia qui da noi in Italia che in giro per il mondo, non sottovaluterei la valorizzazione dell’associazione tra vampiri e Romania. Dal punto di vista comunicativo, avrebbe il suo mordente!

Luca Taddei

Il brand Australia si affida a Buz Luhrmann

Tourism Australia ha lanciato la sua nuova campagna di nation branding per il turismo. Il progetto di marketing prevede un budget di circa 19,5 milioni di sterline e sono già stati lanciati due commercial realizzati dal famoso regista australiano Buz Luhrmann.

Uno dei due commercial è quello che vi presentiamo qui ed è presentato anche dal blog International Marketing Communication che ci racconta in maniera ottima la qualità del progetto.

Uno degli elementi più interessanti di questa campagna è che essa sarà sicuramente rinforzata dall’uscita nelle sale cinematografiche del prossimo film dal titolo “Australia” con Nicole Kidman e Hugh Jackman, per l’appunto dello stesso regista. E’ proprio la potenziale associazione della campagna di Tourism Australia con il successo di questo film con un cast di primo piano a costruire una comunicazione integrata per il brand Australia. Ce lo chiariscono molto bene le dichiarazioni stesse di Geoff Buckley, manager director of Tourism Australia, riportate da Brand Republic e dallo stesso International Marketing Communication.

Insomma il brand Australia è ancora una volta ben gestito e infatti ottiene, come già nel 2007, il primo posto in classifica nel Country Brand Index del 2008, lo studio internazionale sull’immagine di oltre quaranta paesi del mondo realizzato da Future Brand e Weber Shandwick.

E il brand Italia è quarto…ne riparleremo…

Luca Taddei

Un Quantum of Solace anche per il brand Britain!

logo-visitbritain

Come tradizione vuole, James Bond, l’agente segreto per eccellenza, è ogni volta e sempre di più al servizio di sua Maestà la Regina d’Inghilterra anche e soprattutto a favore del brand del Regno Unito.

Infatti tra i partner del nuovo attesissimo episodio di 007 Quantum of Solace, uscito in questi giorni nelle sale italiane, c’è anche VisitBritain, l‘Ente Nazionale Britannico per il Turismo che opera in 41 mercati internazionali per promuovere la Gran Bretagna come una delle destinazioni turistiche di maggior interesse nel panorama mondiale. VisitBritain è anche responsabile per promuovere l’Inghilterra all’interno del mercato domestico.

VisitBritain non ha mancato di cogliere l’opportunità di associare lo charme di James Bond al brand Britain facendo gioco sul suo essere british e sul suo stile 007. E per questo VisitBritain ha messo in piedi una campagna di promozione della Gran Bretagna legata a Quantum of Solace e all’interno di questa è stato attivato un concorso a premi che concederà ai fortunati vincitori l’opportunità di vincere un viaggio in cui fare l’esperienza dello stile James Bond proprio in terra britannica.

Abbiamo un’altra prova di come il cinema si riveli elemento strategico all’interno di una campagna di nation branding che si rivela ben strutturata e dalle solide basi. Complimenti dunque a VisitBritain!

Certo in Quantum of Solace c’è anche molta Italia e molta Toscana, con Siena, Talamone, le cave di Carrara e le coste del Lago di Garda.

Forse in Italia si dovrebbe prendere esempio dall’attività di branding di VisitBritain per rafforzare il nostro brand Italy.

Luca Taddei

Obama, il nuovo volto del Brand America

obama

Barack Obama è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo più potente del mondo, ed è sicuramente un abilissimo comunicatore. Ma Obama può essere anche e soprattutto il protagonista simbolico e strategico di un rebranding positivo del Brand America.

Se dare un giudizio politico dell’esperienza del Presidente Bush può rivelarsi molto difficile e complesso, è certo che con il 43esimo Presidente degli Stati Uniti d’America il Brand USA, l’immagine internazionale della più potente Nazione del mondo, aveva perso una consistente attrattiva, credibilità e forza nel panorama mondiale. Tanto che, ad oggi, lo stesso Sogno Americano, cardine centrale del nation brand degli USA, è piuttosto appannato.

Obama sembra essere la risposta migliore per rilanciare l’immagine degli USA. E’ egli stesso incarnazione dell’American Dream: viene dal niente, si è fatto da solo, parla di speranza e la sua stessa vittoria alle elezioni americane di questo anno è il segno tangibile di un’ America luogo delle infinite possibilità di realizzazione.

Che Obama fosse il candidato migliore per il Brand America, ne era convinto anche Simon Anholt in un suo post dell’inizio dell’anno, quando ancora Obama se la doveva vedere con la Clinton, e ne sottolineava le sue “qualità femminili”:Anholt definiva il Senatore Obama premuroso, sensibile culturalmente, gentile, sollecito.

Il fatto che Obama abbia costruito la sua campagna sul tema della speranza, che abbia vinto facendosi forza proprio su quelli che potevano essere considerati i suoi punti deboli lo rende uno dei prodotti migliori dell’American Dream e il simbolo di una America che si riscopre più socialmente responsabile di quanto non lo sia stata in questi anni.

Obama riflette una immagine degli Stati Uniti d’America come una Nazione fortemente democratica, aperta, ispirata dalla speranza, dal cambiamento, dal sentimento del tutto è possibile. Questo non può che influire sul nation brand degli U.S.A. e sulla sua percezione tra le persone di tutto il mondo.

Il Brand America, con Obama, può tornare a essere qualcosa di ambito, di desiderabile, di appetibile in giro per il mondo.

Luca Taddei