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Bradt e Abruzzo: pubblico e privato per il branding

Bradt, famosa casa editrice inglese di guide turistiche, ha dato il via a un interessante progetto di co-marketing con la Regione Abruzzo e la sua Abruzzo Promozione Turismo.

La nuova guida turistica dovrebbe essere una delle chiavi per la promozione dell’Abruzzo come meta turistica ambita per il turismo internazionale. La guida sarà infatti diffusa in 70 paesi in giro per il mondo.

Accanto a questa si affiancheranno le attività di branding del territorio abruzzese portate avanti dalla Regione e da Abruzzo Promozione Turismo, l’azienda di promozione turistica della Regione: tra le proposte anche dei concorsi in cui vincere vacanze in Abruzzo per i lettori inglesi.

Il place branding è fondamentalmente costituito dalla sinergia di risorse e di idee che nascono sia nel privato che nel pubblico. Questione fondamentale è proprio riuscire ad armonizzare e coordinare gli interessi e le iniziative provenienti dal mondo delle imprese con quelle dell’interesse generale rappresentato dal pubblico.

Questa iniziativa sembra riuscire positivamente in questo sforzo di coordinamento e di armonia fra pubblico e privato.

E questo è ancora più positivo nell’Abruzzo sconvolto di recente dal dramma del terremoto.

Luca Taddei

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I vampiri di New Moon in Toscana ed è subito place branding…

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Che la saga di Twilight sia diventata un fenomeno culturale è indubbio, con tutti i suoi annessi e connessi.

E questi annessi e connessi sono fatti anche di molto branding e anche di po’ di place branding. A giovarne è sicuramente la Toscana, in particolare Montepulciano che ha strappato a Volterra, ambientazione originale del libro da cui deriva il film, il set delle riprese dell’attesissimo New Moon e anche buona parte delle possibilità di fare un place branding virtuoso.

Avevamo parlato qualche tempo fa dell’associazione classica tra vampiri e brand Romania, associazione simbolica e di marketing confermata anche in Twilight!

Ma chi avrebbe pensato che i vampiri avrebbero brindato, più che con il sangue, col vino Nobile di Montepulciano e il tutto si sarebbe mescolato con una straordinaria opportunità per fare place branding? E’ stata sicuramente la creatività della scrittrice Stephenie Meyer, con l’invenzione dei Volturi, antica e nobile famiglia di vampiri toscani, a costruire le basi per questo miracolo: l’associazione tra brand Toscana e i vampiri. Il che è sicuramente una novità, ma anche un monito forte e chiaro per chi si occupa di valorizzazione dei brand territoriali: le tradizioni e le associazioni simboliche si costruiscono attraverso la creatività, attraverso la cultura, sia essa alta o pop, e soprattutto i brand si possono migliorare arricchendoli con molte sfumature diverse e destinate ad audience molteplici. In questi processi un ruolo forte ce l’ha sicuramente il cinema con la sua capacità di costruire immaginario e di essere alla portata di tutti.

Quella di Montepulciano, che ha messo su anche un programma per i tanti twilighters accorsi, è stata sicuramente un’opportunità colta al volo, ma se non vuole essere estemporanea, bisogna programmare un branding che rinforzi questa nuova e vincente associazione tra la Toscana e i suoi vampiri. Un ruolo importante deve averlo il cinema e, in questo senso, l’esperienza di Toscana Film Commission può essere fondamentale.

E’ un’opportunità da mordere!

Luca Taddei

il branding dei luoghi passa anche per i local blog

blog

Il campo della comunicazione e del marketing offre sempre spunti di innovazione interessanti e praticabili. E così  come da una parte la specializzazione del place branding è essenzialmente recente, allo stesso modo  dall’altra il blogging è certamente una delle realtà più libere, utili e innovative nel panorama della comunicazione web.

Nel mio piccolo, ritengo che una delle sfide più interessanti per il place branding sia quella legata all’utilizzo efficace ed efficiente del web. Come già vediamo oggi la maggior parte delle campagne di place branding realizzate in giro per il mondo costruiscono siti web e, in alcuni casi, cercano di entrare nel mondo dei social network. Minore sembra invece essere la centralità dello strumento del blog per la promozione e la realizzazione dei vari progetti.

Questa mi sembra essere essenzialmente una miopia, dal momento che il legame fra blog e territorio è già presente nella rete, per esempio con l’interessantissimo fenomeno degli urban blog o local blog, che ha una discreta diffusione nel nostro Paese. Per maggiori informazioni sull’argomento, sicuramente parziali, date un’occhiata qui e qui.

E, per farvi un’idea pratica di cosa sia un urban o local blog, vi invito a dare un’occhiata (cito questi perchè li conosco abbastanza bene, ma se ne potrebbero citare molti altri!) a SestoSguardo, valdarnotizie, S-Punti di vista, Scandicci Open Source. Vi segnalo, tra l’altro, anche il progetto di sesto.tv.

A una prima occhiata, la forza e la natura stessa di questi blog è legata al loro legame con il territorio, alla possibilità di raccontare qualcosa in più dei luoghi in cui si vive, attraverso le parole, le immagini o i video. Dietro di essi c’è sicuramente una passione per il territorio, la passione di persone che vivono i luoghi di cui parlano, di cui danno informazioni e intorno a cui costruiscono discussioni.

Quanto tutto questo potrebbe essere utile, soprattutto in termini di credibilità, all’interno di un progetto di branding dei territori, specialmente quelli più piccoli, soprattutto per la possibilità di costruire e realizzare una brand story costantemente aggiornata, aperta alla discussione e soprattutto capace di cogliere sfumature che solo persone immerse nelle proprie realtà locali possono raggiungere? Proviamo a pensarci!

Luca Taddei

Un ‘ esempio di Place Branding: Venezia ed i baci di Capodanno.

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Come premesso da Luca, con ItalianBranding iniziamo a conoscere e parlare di temi a cui recentemente e per motivi di studio ci siamo avvicinati e che subito hanno conquistato la nostra attenzione.

E quando ci avviciniamo per la prima volta ad un argomento, che cosa meglio di un esempio ne facilita la comprensione?

Parliamo di Place Branding.

La notte del 31 Dicembre, 60 mila persone si sono ritrovate in Piazza S. Marco per aspettare ed accogliere il nuovo anno con un romantico bacio, accompagnato da un medley di canzoni d’ amore ed azioni coreografiche.

Si tratta di un progetto denominato LoVe 2008 ed organizzato dalla “Venezia Marketing Eventi” con l’ obiettivo di dare un’ immagine distinta e riconoscibile al Capodanno veneziano, così come già avviene per il Carnevale.

Vogliamo che Venezia diventi la quinta immagine del Capodanno che passa nei tg e nei media di tutto il mondo, insieme a quella di Sidney, Londra, Parigi e New York – spiega Marco Balich, direttore artistico della società ideatrice del progetto – Abbiamo proposto un format, un gesto che si ripeterà ogni anno, legato al concetto di Venezia come città romantica e capitale della pace e dell’ amore universale.”

La strategia é dunque duplice e consiste da una parte nel valorizzare l’ immagine del Capodanno, sflilando via quella percezione negativa e di aggresività che non pochi brutti episodi hanno contribuito a diffondere in merito a questa festa; dall’ altra nel lanciare Venezia come simbolo del Capodanno pulito, quello non dei botti e dei feriti ma della gioia, dell’ amore, del piacere di stare bene ed insieme ai propri cari.

Insomma, si tratta una valida strategia di Place Branding: si sono individuate le caratteristiche simboliche del territorio – Venezia, in questo caso – per costruirci attorno immagini distinte, riconoscibili, uniche.

Il Place Branding è dunque una questione di immagine? Sì, ma non solo.

Se la strategia funzionerà, rinnovando ed aumentando la capacità attrattiva del Capodanno veneziano, i benefici si estenderanno a turisti, alberghi, ristoratori, negozi.

Una buona strategia di Place Branding ha dunque ripercussioni positive ed immediate sia sull’ immagine istituzionale del territorio sia sull’ economia di quel territorio.

SimoDG